And Music For All…..

20 05 2014

In un’era dove è sempre più difficile pensare alla pensione come ad una cosa reale, alcuni artisti si sono potuti concedere il meritato e definitivo riposo. Nei primi giorni di febbraio, attraverso un comunicato stampa, i Motley Crue, una delle più importanti rock band del pianeta, hanno annunciato il loro pensionamento dopo 35 anni di contributi. Sesso, droga e rock&roll hanno a lungo minato la loro integrità fisica e mentale, tanto da indurli a smettere prima che sia troppo tardi. Sono in molti che in Italia aspettano che anche Vasco Rossi faccia lo stesso, ma immancabilmente ogni anno è sempre lì a riempire San Siro. Difficilmente avremo ancora il piacere di sentire il caro e vecchio Guccini, dato che l’anno scorso ha appeso la chitarra al chiodo. Niente più dischi e concerti per uno che è riuscito a far cantare più di una generazione, ma solo pubblicazioni letterarie. La salute precaria è stata invece la causa del ritiro dalle scene della “Pantera di Goro”, ossia Milva.

images (1)Maria Ilva Biolcati nasce il 17 luglio 1939 per l’appunto a Goro, un piccolo paese in provincia di Ferrara. Le sue palestre furono le innumerevoli balere sparse nell’Emilia Romagna, dove non ancora ventenne si fece conoscere ed apprezzare con il nome d’arte di Sabrina. Nel 1959 partecipa e vince un concorso per nuove voci indetto dalla Rai, cantando un brano di Nilla Pizzi, “Dicembre m’ha portato una canzone”, ed un altro di Carla Boni, “Acque Amare”. Dopo il trionfo viene messa sotto contratto dalla casa discografica di stato, la Cetra, con la quale incide la sua prima canzone, la cover di “Milord”, un brano scritto dalla pianista Marquerite Monnot sui versi neo-realistici di George Moustaki e reso celebre dalla magnifica interpretazione di Edith Piaff. Nel 1961 risale invece la sua prima esibizione al Festival di San Remo, dove arriva persino terza con il brano “Il Mare Nel Cassetto” firmato Lattuada-La Valle-Rolla. Oltre a piazzarsi sul gradino più basso del podio, riceve numerose critiche positive, soprattutto da Sandro Bolchi, che paragona la sua a voce a quella di un tuono. Per questo viene eletta “cantante dell’anno”, e partecipa pure al film “La Bellezza di Ippolita”, recitando al fianco di due star come Gina Lollobrigida ed Enrico Maria Salerno. Nel 62′ torna all’Ariston, questa volta eseguendo un pezzo , “Tango Italiano”, molto particolare e raffinato, che li vale il secondo posto. images (2)Sull’onda del successo incide moltissimi 45 giri, tra i quali “Flamenco Rock” e “Blu Spanish Eyes”, lanciandosi così alla conquista del mercato italiano, sempre capeggiato da Mina. Nel 1961 convola a nozze con Maurizio Corgniati, e due anni dopo partorisce la sua unica figlia Martina. Nonostante dopo il loro divorzio, avvenuto nel 1969, la cantante lo ha sempre definito l’uomo della sua vita. Dopo l’esibizione a San Remo del 1962, Bruno Coquatrix, storico padron dell’Olympia de Paris, la chiama ad esibirsi in uno dei più celebri palcoscenici del mondo. A questo punto della carriera, Milva intraprende una strada molto rischiosa, incominciando a cantare, oltre a brani commerciali, anche delle canzoni folk del passato culturale italiano. “Canzoni del Tabarin” e “Canzoni dal Cortile”, sono due esempi lampanti. Nel 1965 incide, in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano, i “Canti di Libertà”, dove oltre alla famosa versione di “Bella Ciao”, esegue in maniera eccelsa anche “La Marsigliese”, l’inno nazionale francese, “Addio Lugano Bella”, storico canto del poeta anarchico Pietro Gori e “Per i Morti di Reggio Emilia” di Fausto Amodei. Durante l’esibizione dei canti durante il XX° Anniversario della Liberazione dal Fasciamo, Milva fa la conoscenza della persona che più di tutti accrescerà le sue doti di cantante teatrale, ossia Giorgio Strehler. Al suo fianco debutta nel 1967, images (3)interpretando il recital “Io, Bertold Brecht”, primo di moltissimi lavori dedicati dalla coppia al poeta tedesco. Nel 1968 Milva è in tour nel Nord Europa con il “Ruzante” di Gianfranco De Bosio, mentre l’anno successivo vince la “Maschera d’Argento” per il lavoro “Angeli in Bandiera”, una commedia teatrale di Garinei e Giovannini, realizzata al fianco del grande Gino Bramieri. Nel 1972 ritorna al cinema con Silvana Mangano e Luc Merenda in “D’Amore si Muore” regia di Patroni Griffi e musiche di Ennio Moricone, altro collaboratore storico della cantante. Lo stesso anno a Venezia, Milva vince la “Gondola d’Oro”, per il successo discografico di “La Filanda”, canzone “rubata” alla cantante Amalia Rodriquez. Nel 1973, oltre a partecipare al Festival di Edimburgo, esplora, attraverso un complicato lavoro, le musiche di Francis Lai, il noto fisarmonicista francese. A fianco a Domenico Modugno, e sempre sotto la regia di Strehler, Milva veste i panni di Jenny delle Spelonche nel capolavoro brechtiano “Un’Opera da Tre Soldi”. Sarà sempre il registra italiano, ormai rapito totalmente dalle sue doti recitative, a volerla per “Io, Bertold Brecht N°2”, trionfando in tutti i teatri d’Europa. Nel 1975 invece, è alla Piccola Scala di Milano, dove va in scena “Dario dell’Assasinata”, un operina di Gino Negri che le vale il Premio Italia. Il 1978 è l’anno dell’incontro con Kampanelis Thèodrakis che, costretto in images (4)esilio dalla dittatura greca, collabora con essa ad alcuni spettacoli che ottengono un enorme successo sia di vendite che di premi, soprattutto in Germania, dove nel 1979 partecipa al Festival di Berlino. Proprio in terra teutonica, nel 1980 Milva ottiene un disco d’oro per l’album “Was Ich Denke”. In quel periodo, inizia una florida collaborazione assieme ad Enzo Jannacci, che le dedicherà il brano “La Rossa”. Nel 1981 torna a Berlino, dove inscena lo spettacolo brechiano “I Sette Peccati Capitali”. Grazie all’album “Ich Hab Keine Angst”, interamente ideato da Vangelis, vince ancora un disco d’oro. Nel 1982 passa a lavorare con un altro maestro, ossia Franco Battiato, il quale scrive tutti i testi del disco “Milva e Dintorni”. Dopo Battiato è il turno di Luciano Berio che, ammaliato dalle sue doti canore ed espressive, le affida il ruolo centrale della sua opera “La Vera Storia”. Nel 1983 partecipa ancora al Festival del Cinema di Berlino con la pellicola di Giovanna Gagliardo “Via degli Specchi”. In occasione delle Olimpiadi images (5)del 1983 a Los Angels, assieme alla Compagnia del Teatro Piccolo di Milano, offre un’eccellente interpretazione di alcuni testi sempre di Brecht. Con la collaborazione di Peter Brook, Milva crea lo spettacolo “El Tango”, accanto al maestro di bandoneon argentino Astor Piazzola. I due si trovano a meraviglia e nasce così l’album “Milva e Astor Piazzola Live” del 1985. Lo stesso anno la vediamo anche sugli schermi con il film di Jacques Rouffio “Mon Beau Frère a Tué Ma Soeur”. Dopo alcune tournée europea da tutto esaurito, nel 1989 Milva torna in studia a realizzare un altro capolavoro firmato assieme a Franco Battiato, “Svegliando l’Amante Che Dorme”, un concept di rara bellezza. Nel 1990 riceve il Premio Tenco, uno dei più ambiti premi italiani, e torna in Italia per lavorare a teatro a fianco di Mario Missiroli con “Lulu”. Due anni più tardi riprende le “Canzoni tra le Due Guerre” e vola in Austria per il varietà “Servus images (6)Du”. Nel 1993 al Teatro Bellini di Catania, dove interpreta il Principe Orlovsky dell’opera il Pipistrello, e sale ancora una volta sul palco dell’Ariston cantando “Uomini Addosso”, un brano scritto per l’occasione dai Pooh. Nel 1995 riceve il Disco d’Oro anche in Grecia, grazie al successo dell’album “Volpe d’Amore”. Dedica anche un disco, “Give Me Your Light”, al cantautore nipponico Shinji Tanimura, prima di recitare nel film di Carlo Lizzani, “Celluloide”. Nel 1996 inizia una tournée italiana con lo spettacolo “Tosca, Ovvero Prima dell’Alba” e partecipa con due brani al disco che Gidon Kremer, virtuoso del violino, dedica ad Astor Piazzola. L’anno successivo, per la Polydor Germania, incide un disco di canzoni partenopee “Mia Bella Napoli”. Ad inizio millennio riceve il Rainbow Awards in qualità di voce femminile dell’anno ed incide altri due dischi incredibili, uno dedicato alla canzone francese e l’altro “Artisti” images (7)pieno zeppo di collaborazioni. Dall’Arena di Verona parte il tour dello spettacolo di Michele Serra e Marco Tutino “Peter Uncino”, una rilettura del classico libro di Barrie. Nel 2002 per ricordare il decennale della scomparsa di Piazzola, Milva porta in giro per il mondo un classico del musicista argentino, “Maria de Buenos Aires”. Dopo tutti questi anni passati a regalare emozioni con la sua voce ed interpretazione, Milva lascia il mondo dello spettacolo dopo aver raggiunto un livello artistico difficilmente raggiungibile, basta solo pensare che detiene anche il maggior numero di presenze a Sanremo. E’ giunto anche il momento che io lasci, almeno provvisoriamente, questa rubrica, dopo sei lunghi anni, per incominciare una nuova avventura artistica. Ringrazio tutti, in particolar modo Luca e Francesca, e se volete parlare di musica sapete dove trovarmi.

Questa è “Uomini Adosso”, Sanremo 1993, Milva.

 

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